pag4 IL DECALOGO DEL BUON PADRE

 

 

 

  I decaloghi sono sempre riduttivi e anche quello elaborato dall'ISP non pretende di riassumere in poche regole un impegno complesso come quello del padre. Tuttavia, può servire a far riflettere. Perché da un modo nuovo di essere padre può nascere un modo più sereno di essere figlio.

                                  

                                                  Maurizio Quilici, presidente dell'I.S.P.

 

 

 

 

 

     Un buon papà:

 

1)     non si angoscia pensando che non sarà mai un padre "all'altezza";

 

2)     è disposto a rinunciare a parte del tempo di lavoro e di quello libero per stare con i figli;

 

3)     non risponde mai "perché no" (o "perché è così", o "perché lo dico io") alla richiesta di motivare un divieto;

 

4)     non si preoccupa tanto di quello che deve fare "per" i figli, quanto di cosa fare "con" i figli;

 

5)     collabora con la madre dei suoi figli, sia nel lavoro di cura sia in quello domestico, ma evita il ribaltamento di ruoli (in altre parole non fa il "mammo");

 

6)     non si vergogna di esprimere tenerezza verso i figli, ma è anche capace di dire "no": un "no" motivato, fermo, autorevole;

 

7)     mantiene sempre la parola data;

 

8)     non sfoga mai sui figli (o sulla loro mamma) il suo nervosismo;

 

9)     se deve punire i figli non ricorre mai - salvo casi eccezionali - allo scapaccione;

 

10) non insegna nulla di diverso da ciò che lui stesso fa.

 

 

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