In Inghilterra e Galles sono circa 45 mila (pari al 7% delle nascite) i bambini che ogni anno sono registrati all’anagrafe senza un padre. Ma in futuro le cose potrebbero cambiare radicalmente. Il Governo, infatti, è intenzionato a rendere obbligatorio il test del DNA per quei padri che si rifiutano di firmare il certificato di nascita dei figli al fine di evitare un giorno le spese di mantenimento. Questa norma – si fa notare – tutelerebbe anche quei padri che a seguito della separazione si vedono negato il diritto di vedere i figli perché la madre si era rifiutata di registrarli come padri.
Un congedo di maternità e paternità per i genitori omosessuali? Lo propone il ministro dell’uguaglianza del Governo Zapatero, Bibiana Aido. Il ministro, 31 anni, vuole permettere anche alle coppie omosessuali di assentarsi dal lavoro in caso di malattia dei figli. Pochi giorni prima lo stesso ministro aveva suscitato perplessità con un’altra iniziativa: la proposta di un “telefono amico” per quanti potenzialmente potevano incorrere in atti di violenza sessuale, o comunque di aggressività, nell’ambito familiare.
Il padre, dopo averla avvertita che se avesse usato il computer e Internet più di quelle ore che lui le aveva permesso non l’avrebbe mandata in gita, ha mantenuto la parola. E lei – bambina canadese di dodici anni che aveva disubbidito – su istigazione della madre lo ha denunciato. La cosa sarebbe già abbastanza triste di per sé, ma quello che è ancora più sorprendente è che il giudice ha dato ragione alla piccola virago e ha condannato il padre a risarcirla della gita mancata. Di solito non facciamo commenti, ma questa volta ci sia permesso di aggiungere: nessun adulto si lamenti quando simili bambini avranno venti o trent’anni e mostreranno le ovvie conseguenze.
Solito “balletto” di ricerche che a distanza a volte di poche settimane giungono a risultati esattamente opposti. Tra le “Notizie in Breve” di ISP notizie 1/2008 appare una ricerca dell’Ottawa Health Research Institute secondo la quale i figli dei padri sotto i 20 anni hanno molti più problemi di salute rispetto a quelli di padri fra i 20 e i 30 anni. Quanto ai figli di 40, 50 e anche 60 anni, nessun problema in più rispetto a quelli dei ventenni e trentenni. Ma ecco ora una ricerca del Centro Epidemiologico Danese, pubblicato dallo European Journal of epidemiology: figli nati da padri sopra i 45 anni hanno una probabilità quasi doppia di morire prima dell’età adulta. E poi, figli nati da padri anziani sono più soggetti ad autismo, schizofrenia, epilessia.
Un padre immaturo e assente sarebbe alla base, in molti casi, di anoressia e bulimia della figlia. Lo sostiene una ricerca dell’Ospedale Molinette di Torino. Questo ruolo del padre nei disturbi alimentari dei figli (delle figlie in particolare) era già noto, ma solitamente accostato ad una madre iperpresente che gestiva un cattivo rapporto con la figlia. La ricerca torinese, invece, insiste sula rapporto padre-figlia e non su quello madre-figlia.
Attenzione al sovrappeso: può mettere a rischio la patenità. E’ la conclusione a cui è giunta una ricerca della Università di Aberdeen, in Scozia , compiuta su oltre 5.300 uomini. Esaminando il liquido seminale dei soggetti, i ricercatori hanno concluso che un forte sovrappeso aumenta del 40% le probabilità di anomalie negli spermatozoi e del 60% quelle di una riduzione della quantità dello sperma. Prossimo obiettivo della ricerca, capire perché l’obesità influisce sulla qualità dello sperma (essa potrebbe alterare alcuni ormoni, oppure alzare eccessivamente la temperatura all’interno dei testicoli).
Esse un padre gay non può costituire un impedimento all’affido condiviso. Lo ha deciso il Tribunale di Bologna con una sentenza che ha suscitato un coro di consensi, non solo da parte delle associazioni che si battono per i diritti degli omosessuali. Nel caso di specie, la madre cercava in tutti i modi di ostacolare i rapporti tra la figlia e il genitore. Nel decidere per l’affido condiviso, i giudici hanno mantenuto la residenza abituale della bambina presso la madre, fissando i periodi nei quali il padre potrà stare con la figlia.
Un’interpellanza alla Camera contro lo spot TIM in cui, ricevuto un sms, molti uomini esclamano: “Diventerò padre”, è stata preannunciata dalle onorevoli Alessandra Mussolini, Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa. Secondo le parlamentari, evidenziare che non v’è certezza della paternità di un nascituro dà “un’immagine fuorviante, mortificante e siuperficiale della maternità”. Certo ancche la paternità non ne esce benissimo…
La legge che prevede il congedo di maternità al momento della nascita è una di quelle leggi pensate per le donne ma che alla fine si sono rivolte contro le donne. Lo ha affermato – suscitando non poca sorpresa – Nicole Brewer, responsabile della Commissione per le Pari Opportuinità della Gran Bretagna. “Dobbiamo stare in guardia” – ha proseguito Brewer – “Il congedo di maternità impedisce alle donne di fare carriera”. Ha poi aggiunto: “Il vero cambiamento non dev’essere quello di proteggere le donne per consentire loro di fare anche le madri, ma quello di mettere i padri nella condizione di fare i padri”.
Otto associazioni per la tutela dei minori si sono costituite in un cartello, l’Adiantum (Associazione Di Associazioni Nazionali per la Tutela Minorile) e hanno dato vita all’ “Osservatorio Nazionale Permanente sui provvedimenti in materia di Affidamento Condiviso”. In altre parole, un Osservatorio permanente sulla applicazione della Legge 54/06 sull’affido condiviso. Le otto associazioni sono: Crescere Insieme, Fe.N.Bi, Associazione Nazionale Mamme Separate, Associazione Nazionale Papà Separati, Genitori Separati, Figlipersempre Varese, Papà Separati Novara, Centro Documentazione Falsi Abusi.
L’Osservatorio conta di raccogliere i dati provenienti da 24 sedi di Adiantum diffondendo periodicamente una statistica aggiornata sulla reale percentuale di applicazione della Legge 54/2006.
Nasce una nuova asssociazione in materia di separazione e affidamento, l’Abige (Associazione per la Bigenitorialità). La sede è Modena, il presidente Claudio Alberghini, “una difficile esperienza personale” (si legge in una intervista al Resto del Carlino) e l’obiettivo principale di agire per la “corretta interpretazione” della Legge 54/2006 sull’affido condiviso. “A noi non interessano i diritti dei padri o delle madri, ma quelli dei figli”, ha affermato Alberghini, che ha deciso subito di collaborare con l’associazione Adiantum (vedi notizia precedente).